Stress assistenziale del caregiver: cos’è il BOI e perché devi stare attento a scegliere (e seguire) le tue badanti

Dello stress assistenziale del caregiver, e in generale dei problemi che può vivere, ho già parlato altre volte. Assistenza Doc nasce infatti con la coscienza (e la conoscenza) non solo delle armi, ma anche dei rischi del mestiere. Come ricorderai – se mi segui sul blog e sui social – ultimamente ho pubblicato un articolo sviscerando la tematica alla luce di dati e statistiche.

Eppure… eppure ho deciso di parlartene ancora, quantomeno per due buoni motivi: in parte perché credo che, in fondo, di un tema come questo non si parli mai abbastanza e in parte perché con questo articolo ho deciso di analizzare la tematica da un punto di vista diverso. In questo caso, cioè, non parlerò del caregiver familiare: mi rivolgo a te, imprenditore che hai deciso di investire nell’ambito dell’Home Care dedicandoti all’assistenza domiciliare. Quali sono i problemi in cui rischi di incorrere quando scegli le tue badanti? E soprattutto: cosa puoi fare per evitarli?

 

Che cos’è il BOI? Dietro le quinte dello stress assistenziale del caregiver

BOI: Burden of Illness. Ovvero, carico (psicologico) da infermità. La sigla si riferisce a una delle patologie più diffuse fra le badanti. Il termine “burden” rende bene l’idea della natura di questo disagio: un carico, appunto, un fardello che pesa come un macigno. Senza dubbio saranno molte, le persone che ti si presenteranno offrendoti le loro competenze come badanti. Te lo dico con cognizione di causa, perché lo vedo ogni giorno anche fra chi chiede di lavorare per Assistenza Doc.

Nonostante la pioggia di richieste, la verità è che molte “aspiranti badanti” hanno semplicemente deciso di reinventarsi e rimettersi in gioco dal punto di vista professionale senza sapere realmente a cosa vanno incontro. Il problema è che, contrariamente alle apparenze, fare la badante non è un mestiere da tutti. Ecco perché – nell’interesse dei tuoi pazienti, della tua azienda e anche dei tuoi stessi Operatori Socio Assistenziali – dovrai prestare il massimo dell’attenzione a chi scegli, garantendo inoltre una formazione a tutta prova e un’assistenza continua alle persone con cui sceglierai di lavorare.

Il rischio, infatti, è sempre dietro l’angolo. Il BOI non è uno spauracchio o una possibilità remota e non è nemmeno un “fardello” nel senso generico del termine ma una patologia concreta, che agisce su più livelli.

 

50 sfumature di… BOI. Il disagio della badante

Il Burden of Illness si manifesta su piani diversi, che coinvolgono in toto il lavoro della badante. Di chi, cioè, dedica all’assistenza domiciliare la propria professionalità come un soldato in prima linea. Le principali aree di espressione di questo disagio sono le seguenti. (fonte: Assistenza Torino)

LIVELLO FISICO: la badante manifesta sintomi evidenti di spossatezza, insonnia, mancanza di concentrazione. Il fatto di avere costantemente a che fare – durante tutto l’arco della giornata – con una persona altamente “richiedente” la porta cioè a spostare il baricentro fuori da se stessa. Con ovvie difficoltà a recuperare la centratura nei momenti di riposo.

LIVELLO SOCIALE: isolamento, deterioramento dei rapporti interpersonali, familiari e amicali. La badante rischia di essere a tutti gli effetti una reclusa. Esistono le nuove tecnologie, ovvio, ed è possibile mantenere un certo livello di connessione con gli altri… ma una cosa è sentirsi via chat, un’altra è vedersi e avere una vita sociale.

LIVELLO LAVORATIVO: scarso rendimento, frequenti assenze, eventuale passaggio a part-time e/o perdita del lavoro. Quando il “carico” (il burden) è difficile da reggere, è ovvio che si cercano delle scappatoie… con ovvie ripercussioni negative sullo stato di benessere del paziente.

LIVELLO EMOTIVO: angoscia, rabbia, senso di colpa, senso di solitudine. Il senso di isolamento si paga caro.

 

Che fare? Scegliere e formare la badante

Se ho dipinto uno scenario a tinte fosche, l’ho fatto per una buona ragione. Assistenza Doc è nata con la consapevolezza dell’esistenza di alcuni problemi ma anche con la conoscenza delle soluzioni possibili. Come dico sempre a chi mi contatta per una consulenza, un problema è anche (e innanzitutto) un’opportunità di auto-miglioramento.

Per quanto concerne lo stress assistenziale del caregiver, per esempio, le soluzioni che Assistenza Doc ha messo in campo vanno innanzitutto nel senso della SELEZIONE e della FORMAZIONE del proprio personale. Il modo migliore per affrontare il BOI è… prevenirlo. Come citava un vecchio spot pubblicitario, infatti, “prevenire è meglio che curare”. In questo senso, più lavorerai in fase preliminare più eviterai a te stesso magagne e problemi nelle fasi successive.

Lo so, detta così è facile ma credimi… l’importante è capire subito come impostare il proprio lavoro. È per questo che sono qui: per aiutarti e per rispondere alle tue domande. Contattami subito!

 

2019-01-30T12:21:47+00:00

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