Assistenza smart: ovvero, lo smart working applicato all’assistenza domiciliare

Fino a un paio di anni fa sarebbe stato impensabile… ma si sa, una caratteristica dei nostri tempi è proprio quella di premere sull’acceleratore, quando si tratta di cambiamenti. Sto parlando dello smart working applicato all’assistenza domiciliare. Assistenza smart, quindi.

Da quando ho iniziato il mio percorso con Assistenza Doc, di cambiamenti ne ho visti parecchi. Uno dei più eclatanti è stato senz’altro quello che riguarda il cosiddetto smart working. Di che si tratta?

 

Smart working: che cos’è… e cosa NON è

Sul tema dello smart working ci sono in giro diversi articoli, molti luoghi comuni e alcune bufale. Vediamo di capirci qualcosa. Lo smart working (alla lettera: lavoro intelligente) è un nuovo concetto di lavoro che si è affermato in diversi contesti, soprattutto all’estero. L’idea di base è che la produttività sia legata a dei precisi obiettivi e non a un orario o a un luogo di lavoro specifico. Questo implica la possibilità di lavorare anche da remoto, non necessariamente da un ufficio.

Detto ciò, vediamo cosa NON è lo smart working. Secondo la maggior parte delle persone che non conoscono bene la tematica, smart working significa lavorare da casa. In realtà – come sottolinea questo articolo – non è così, almeno… non lo è necessariamente. Il concetto di smart working implica solo una cosa: l’elasticità riguardo alle modalità secondo cui viene portato a termine un lavoro. Il focus è sugli obiettivi. Questo significa che è possibile lavorare da casa, così come è possibile affittare una postazione in uno spazio in coworking, o lavorare parzialmente dall’ufficio.

 

Assistenza smart: è davvero possibile?

La risposta è SÌ. Posso dirtelo al netto di questi ultimi due anni in cui ho visto cambiare in modo radicale le modalità di lavoro nel campo dell’assistenza domiciliare. Almeno per quanto riguarda Assistenza Doc.

Attualmente circa la metà degli affiliati ad Assistenza Doc ha rinunciato all’idea di dover per forza avere un ufficio (inteso secondo il concetto di “vetrina sulla strada”) adottando soluzioni di tipo smart. In questo senso il cambiamento vero e proprio è avvenuto a cascata, soprattutto negli ultimi tempi, interessando in particolare le regioni settentrionali.

Per quanto riguarda il Centro Sud, noto ancora della resistenza rispetto al concetto di smart working applicato all’assistenza domiciliare. Il motivo va cercato in una sorta di diffidenza – ancora diffusa – nei confronti di questo nuovo modo di vivere il lavoro a livello generale, ma anche in una diffidenza più specifica che va cercata nella natura del nostro settore: il cliente, cioè, tende ancora ad affidarsi solo a chi abbia una vetrina materialmente visibile. Il radicamento sul territorio passa ancora attraverso questa condicio sine qua non. Al di là delle specifiche differenze locali, tuttavia, posso dire che il concetto di assistenza smart stia iniziando a prendere piede. E che andrà sempre più per la maggiore.

 

Ecco come (e perché) è possibile lo smart working applicato all’assistenza domiciliare

Secondo molti avere un centro di assistenza domiciliare “visibile” – che dia, cioè, sulla strada – è qualcosa da cui non si può prescindere. Alla luce degli anni di esperienza che ho maturato nel campo posso assicurarti che il punto, in realtà, è più che altro essere efficienti e risultare visibilima che la visibilità non significa per forza avere una vetrina sulla pubblica via. Siamo nell’era di internet, peraltro: viviamo in un mondo in cui il lavoro può (e deve) essere coltivato contemporaneamente su due fronti, quello dell’online e quello dell’offline. E se per l’online è lampante che non sia necessaria una vetrina, ti posso garantire che lo stesso valga anche per l’offline. Ecco alcuni motivi.

  1. Anche se hai un centro su strada, con tanto di insegna e di vetrina, nel campo dell’assistenza domiciliare il lavoro viene svolto sempre all’esterno. La nostra, infatti, è un’attività: non un negozio. Vendiamo servizi, non merce.
  2. Il 90% delle richieste che riceverai passeranno attraverso due canali: telefono e web. Non vedrai praticamente mai entrare il tuo cliente direttamente dalla porta.
  3. Assistenza Doc ha un piano di marketing innovativo per far sì che l’affiliato possa ricevere con più facilità le richieste da parte delle famiglie.
  4. Più che stanzialità, l’home care manager deve garantire disponibilità a muoversi: soprattutto per recarsi personalmente presso le famiglie, valutandone le reali esigenze dal vivo.

Detto questo… è chiaro che ogni situazione va valutato nello specifico e soprattutto parlandone personalmente. Vuoi saperne di più? Contattami subito!

2019-02-18T08:03:35+00:00

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