Selezione del personale. Come scegliere il candidato giusto?

Sono diversi i fattori che influiscono sul successo di un Centro di Assistenza Domiciliare. Tra i tanti ce n’è uno, però, da cui proprio non si può prescindere: il personale!

I tuoi collaboratori sono il cuore del sistema che hai creato, l’elemento portante di tutta la struttura. Ecco perché la selezione del personale svolge un ruolo di primo piano e deve essere effettuata secondo dei criteri prestabiliti. Si dice che il segreto del successo di Enzo Ferrari fosse la sua straordinaria capacità di scegliere i propri collaboratori. Ferrari aveva un vero e proprio “fiuto”, un intuito di prim’ordine… ma questo è un dono di pochi. Nella maggior parte dei casi l’intuito non basta ed è meglio stabilire in modo oculato i punti cardine su cui basare il colloquio con il candidato. Per esempio…

 

Dieci domande per sapere se la persona che hai davanti fa al caso tuo

Concretezza e attenzione ai minimi particolari: a costo di sembrare pignoli, quando si esamina un candidato è meglio non lasciare nulla al caso. Nel corso della mia esperienza, ho messo a punto una sorta di “decalogo”: 10 domande da cui partire per valutare il candidato che si presenta a colloquio.

  1. Il candidato dispone di tutti i documenti necessari (carta d’identità, tessera sanitaria e, se cittadino extracomunitario, permesso di soggiorno)?
  2. Conosce l’italiano o altre lingue?
  3. Ha almeno un paio d’anni di esperienza nel settore, magari con l’attestato di un corso di formazione in area sociosanitaria (OSS, OSA)?
  4. Possiede referenze verificabili?
  5. Quali sono le sue disponibilità orarie?
  6. Qual è il suo livello di preparazione sulla cura dell’igiene personale?
  7. Quali sono le sue capacità di assistere moralmente e fisicamente l’assistito?
  8. Ha esperienze nel campo dell’aiuto domestico?
  9. Il candidato ha un atteggiamento proattivo? E’ autonomo nello svolgere eventuali piccole commissioni?
  10. Nel caso di pazienti affetti da una specifica patologia, come per esempio l’Alzheimer, il candidato è in grado di garantire una formazione adeguata ed esperienze pratiche?

 

In tutti i casi, a mio avviso, è molto utile sottoporre il candidato a esempi concreti per valutare in modo realistico il suo effettivo grado di preparazione.

La domanda da cui partire è quindi “come si comporterebbe se…?”. E’ necessario poi chiedere al candidato qualche esempio concreto in merito alle sue esperienze precedenti, in modo da percepire la capacità di empatia e la “dolcezza” che l’operatore è in grado di dimostrare.

Per fare questo lavoro ci vuole una vera e propria passione, che vada oltre il puro e semplice interesse economico.

Per questo, il colloquio e la fase di selezione devono essere stimolanti: il candidato deve parlare delle sue esperienze passate, di come interagiva con l’anziano, degli aspetti positivi e negativi del suo lavoro. Va analizzata la pazienza, l’attitudine al dialogo e, soprattutto, il rispetto dell’assistito… Con un occhio di riguardo alle referenze, che vanno sempre verificate in modo scrupoloso!

 

Detto ciò, credo sia utile far mente locale anche su quelli che sono gli errori da evitare e sulle domande che mi sono state poste più di frequente a proposito di questa tematica. Cambiare prospettiva e guardare alle cose da più punti di vista, spesso può essere molto utile.

Seguimi… ne parleremo nel prossimo articolo!

2018-01-29T16:15:56+00:00

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