Non manca molto… sta per uscire il mio primo libro! Un libro sull’assistenza domiciliare, ma anche molto di più

Siete stati in tanti a chiedermelo, soprattutto fra chi di voi ha partecipato ai miei corsi, ed ecco… ci siamo quasi. È un po’che ci lavoro su e tra non molto metterò la parola “fine” al mio primo libro: un testo che nasce dalla mia esperienza personale e che parla di come fare business nell’assistenza domiciliare.

 

Cosa significa scrivere un libro?

Ti faccio una confidenza: se dici a qualcuno che stai scrivendo un libro, ti capiterà spesso di sentirti rispondere “Ma pensa… anch’io!” Davvero. È una cosa di cui si rende conto solo chi sta iniziando a scrivere il suo primo libro: sono tante, tantissime le persone che partono in quarta con l’idea di pubblicare un loro testo.

Sarà anche per questo che si dice che in Italia ci sono più libri che lettori. Il punto, però, non è chi inizia… ma chi riesce a finire di scrivere un libro! Ecco perché fino ad oggi non ti ho detto nulla: per scaramanzia. Ora però posso finalmente metterti a parte di quella che è stata – ed è – una vera e propria fatica. Una bellissima fatica.

Com’è scrivere un libro? Difficile! Soprattutto se lo fai contestualmente a un’attività come la mia, che richiede ogni giorno e in ogni momento tempo ed energie a mille. Non è stato semplice trovare quotidianamente il tempo e lo “spazio mentale” per mettermi lì a scrivere, perché un libro richiede continuità e impegno. Se vuoi scriverlo, DEVI farlo. A dispetto di tutto e di tutti. Ora la mia opera sta per entrare in dirittura di arrivo. Non vedo l’ora.

 

Perché ho deciso di scrivere un libro sul business nell’assistenza domiciliare?

… ma veniamo alla domanda fondamentale: perché ho deciso di scrivere un libro dedicato a chi vuole diventare home care manager? Per vanità? Sono tante le persone per cui scrivere un libro ha un valore fine a se stesso e la cosa, da un certo punto di vista, ha senso in termini di personal branding. Ma non è questo il mio caso.

Il motivo per cui ho deciso di mettere la mia esperienza su carta e di scrivere qualcosa di mio, è che… penso di avere qualcosa da dire. Lo so che detta così suona banale, ma credimi: quando tiri le fila del tuo operato e ti rendi conto di avere maturato una solida esperienza in materia, il passo successivo è l’esigenza di condividere questa esperienza. Rendendola utile per gli altri. Si tratta di una sorta di “genitorialità professionale” e in questo senso un libro è un po’come un figlio. Quando ti senti adulto, capita – a un certo punto del tuo percorso – di sentire il bisogno di “dare”. Il succo della genitorialità è questo e il discorso vale anche sul piano professionale.

Ma c’è di più. Come ti dicevo prima, capita spesso – anzi, quasi sempre! – che chi partecipa ai miei corsi mi chieda se ho scritto un libro in merito. All’inizio ho accolto la domanda rispondendo semplicemente di no, poi mi sono reso conto che si trattava di un’esigenza diffusa. Di una domanda a cui ero tenuto a fornire una risposta che non fosse un puro e semplice no. Così mi sono chiesto: perché, chi segue i miei corsi mi chiede un libro?

La risposta che mi sono dato, è che i miei corsisti sentono il bisogno di una “messa a terra” di tutti gli imput e di tutte le informazioni che ricevono durante il corso. E un libro è soprattutto questo: una messa a terra. Attenzione, naturalmente non sto parlando di qualcosa di “sostitutivo”. Il mio libro non sostituirà i corsi ma ne rappresenterà un valido alleato. Uno strumento complementare.

Di cosa parlerà il mio libro? Quali sono i temi che tratterò? Te ne parlerò più approfonditamente quando sarà in fase di pubblicazione… cioè tra pochissimo.

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2019-05-02T12:48:34+00:00

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