Il lavoro della badante

Con la finanziaria del 2005 è stata introdotta per la prima volta una definizione del termine: “è badante la lavoratrice addetta all’assistenza personale nei casi di non autosufficienza degli atti della vita quotidiana”.

Per “persona non autosufficiente” si intende una persona che non è in grado di compiere le più importanti attività di cura della propria persona e della vita di relazione. Nella disciplina ci si riferisce a mansioni assistenziali di carattere non sanitario, svolte nell’ambio familiare, generalmente a sostegno di anziani o disabili.

Per prendersi cura di un anziano o di una persona non autosufficiente è necessario avere un’esperienza pregressa, se non anche una formazione specifica. La badante non è la colf che si occupa esclusivamente delle faccende domestiche. Alla colf è delegata la gestione della casa. Alla badante molto di più. Affidare giorno e notte una persona cara alle cure di una badante è una scelta che richiede attenzione e buon senso e che può portare con sé dubbi e domande.

A partire dalle motivazioni che hanno spinto a cercare un aiuto.

La figura della badante rientra tra le categorie del rapporto di lavoro domestico, quel rapporto di lavoro svolto esclusivamente per le necessità della vita familiare del datore di lavoro. La figura della badante è attribuita alla lavoratrice che assiste persone che non sono in condizioni di badare a se stesse, o che hanno bisogno di assistenza per particolari condizioni di salute o di età.

La badante si differenza della colf tradizionale poiché quest’ultima ha come obiettivo prioritario la casa e come “contorno” la cura dei suoi abitanti, mentre nella figura della badante le priorità si rovesciano.

Il rapporto di lavoro

Il rapporto di lavoro con la badante rientra dunque nella fattispecie di lavoro domestico: è assoggettato a una disciplina speciale ed è regolato dal CCNL del lavoro domestico.

Dal punto di vista pratico, la distinzione tra colf e badante è rilevante per l’inquadramento di una categoria contrattuale. In particolare, mentre le colf che non hanno alcuna esperienza lavorativa sono inquadrate nel primo livello (livello A), le badanti (in quanto addette alla cure delle persone non autosufficienti) devono invece rientrare nel terzo livello (livello C).

Di che cosa si deve occupare la badante?

A questo punto, individuata formalmente la persona che può fare al caso, è bene chiedersi: di che cosa deve occuparsi nel dettaglio la badante? Si cerca una semplice compagnia o un’infermiera in grado di prestare assistenza ad un ammalato? La badante deve sostituirsi ad una persona di famiglia, convivendo con l’assistito? O la sua prestazione è limitata a una parte della giornata e a determinati adempimenti?

Le esigenze possono essere tante: vanno tenute in conto e messe in chiaro da subito, non solo quelle dell’assistito, ma anche quelle della persona che si sta cercando per un aiuto.

Una volta chiariti questi aspetti e tracciato il profilo ideale, la ricerca può iniziare.

Francesco

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2017-10-16T08:37:39+00:00

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