L’assistenza domiciliare in Albania e Romania: nuove frontiere per Assistenza Doc

Qualche mese fa ho iniziato ad accennarti in un articolo il lavoro che Assistenza Doc ha iniziato a impostare in Albania e Romania. Il tema è interessante e ricco di spunti, perché guardare a Est implica un cambio di sguardo e l’incontro con universi (e problematiche) nuovi. Che ci faccio in Albania e Romania? Te lo racconto in questo articolo.

 

L’home care oltre l’Adriatico e in Europa dell’Est

Perché guardare a Est? Che significato possono avere paesi come Albania e Romania per Assistenza Doc?

Partiamo da un presupposto. Come ti spiegavo qualche mese fa, l’idea che abbiamo di molti paesi dell’Est è ritagliata su una realtà che a conti fatti non esiste più. Se pensiamo all’Albania a molti di noi vengono in mente i barconi che solcano l’Adriatico diretti verso l’Italia, giusto? Bene e se invece ti dicessi che in realtà è in atto già da un po’ un’emigrazione silenziosa di segno opposto?

Parlo dei tanti italiani anziani che hanno deciso di spostare le tende oltremare – soprattutto in Albania – alla ricerca di un paese in cui la qualità di vita è buona, il clima è mite e i costi bassi consentono un ottimo tenore di vita a chi beneficia di una pensione italiana. Questa emigrazione ovviamente incide anche sulla realtà lavorativa locale. Sta nascendo (o meglio, si sta incrementando) una domanda: l’esigenza di assistenza domiciliare. E di assistenza domiciliare di qualità, perché gli Italiani – si sa – sono esigenti.

 

Domanda in aumento e possibilità di sviluppo. Ecco perché

Il motivo dell’incremento della domanda, però, non è dovuto solo a questo. Albania e Romania, oggigiorno, sono paesi animati da un forte dinamismo e da una spinta notevole – in molti settori – sulla via della modernizzazione. Niente a che vedere con gli scenari arretrati, stagnanti e devastati che ricordano molti di noi. C’è voglia di fare, c’è voglia di guardare avanti e questo implica alcuni cambiamenti di rilievo nel tessuto sociale di questi paesi.  A partire dal tema degli anziani.

Se infatti fino a poco tempo fa – come da noi – l’anziano veniva incluso e assistito all’interno della famiglia d’origine, ora le cose funzionano in modo diverso: spesso e volentieri anche la donna lavora e il fatto che il mondo del lavoro offra nuove possibilità, stimola spesso i figli a prendere nuove vie. La conseguenza è sotto gli occhi di tutti: con il venir meno della struttura familiare di riferimento (intesa come rete di assistenza) ecco che emerge anche per i locali un “problema anziani”.

In parole povere, in Albania e Romania l’emergere di una forte domanda per quanto riguarda l’assistenza domiciliare, non è solo stimolata dall’immigrazione di italiani anziani ma anche dalla necessità di gestire in modo diverso la problematica sul fronte interno.

 

C’è di più. Il ritorno delle badanti emigrate e l’esigenza di un nuovo know how

Il contesto a cui sono andato incontro – e che ha aperto nuove sfide ad Assistenza Doc – non si esaurisce in queste caratteristiche ma è ancora più ricco di sfumature. Perché in realtà, oltre a quella degli italiani anziani, è in atto anche un’altra emigrazione silenziosa: quella delle badanti che tornano a casa portandosi dietro il know how appreso “sul campo” in altri paesi (l’Italia in primis) e con la voglia di portare le loro competenze nel proprio paese.

Le badanti che tornano in Albania e in Romania sanno che ad aspettarle c’è un paese in crescita, in cui gli anziani sono in aumento e in cui le possibilità di sviluppo – nel settore dell’home care – sono molte. E saranno sempre di più.

Tutto questo, ovviamente, rappresenta un terreno fertilissimo per Assistenza Doc. La realtà è che oltremare – spostando lo sguardo a est – ci sono molte possibilità ma c’è anche molto da fare. Perché? Il motivo numero uno è che bisogna ancora costruire le figure di riferimento per il decollo di un settore dell’home care modernamente concepito. Giusto per farti capire come stanno le cose: ad oggi, in Albania, ci sono solo medici e infermieri. Figure come i nostri OSS e OSA non esistono.

Manca inoltre – quasi del tutto – quella che è riconosciuta a livello internazionale come una caratteristica dell’approccio italiano all’assistenza domiciliare: il registro empatico. Le badanti locali – quelle che devono ancora essere formate e quelle “di ritorno” – questo lo sanno… complice il fatto che la domanda italiana (quella degli anziani emigrati in Albania) è piuttosto esigente e stimola ulteriormente la manodopera locale a fare un salto di qualità.

Insomma: che ci faccio in Albania e Romania? Faccio formazione. Preparo le nuove leve che porteranno avanti la rivoluzione del futuro anche in questi paesi, dove l’assistenza domiciliare ha tante possibilità di sviluppo e dove le persone hanno tanta, tanta voglia di imparare.

Se vuoi saperne di più, contattami qui!

2019-05-02T12:59:47+00:00

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