I volti di Assistenza Doc: Franca e Orazio nel business dell’assistenza domiciliare

Eccomi ancora qui con “I volti di Assistenza Doc”: la rubrica che ho pensato di aprire qualche mese fa per raccontarti chi sono le persone che hanno deciso di affiliarsi ad Assistenza Doc e perché hanno deciso di investire nel business dell’assistenza domiciliare. Nei primi articoli ti ho parlato di Michela, di Gianna e Silvia e dei centri di nuova apertura. Questa volta ho deciso di fare qualcosa di diverso e di parlarti di un altro tipo di esperienza: quella di Franca e Orazio, che hanno aperto il loro centro Assistenza Doc a Bergamo tre anni fa.

 

Prima la moglie, poi il marito: l’assistenza domiciliare come alternativa lavorativa

Franca e Orazio oggi sono a capo della filiale Assistenza Doc di Bergamo e dal 2016 – l’anno in cui hanno preso il coraggio a due (anzi, a quattro!) mani – è ormai passato un po’ di tempo. Ultimamente mi sono fatto una chiacchierata con Orazio a proposito di questi tre anni: delle difficoltà e delle conquiste di quello che all’inizio, per lui e Franca, era davvero un terreno sconosciuto. È a partire da quella chiacchierata che ho pensato, in quest’articolo, di lasciare a Orazio uno spazio per raccontare in prima persona l’esperienza sua e di sua moglie.

Io lavoravo nel ramo vendita di una multinazionale” racconta Orazio “Franca invece aveva perso il lavoro e sentiva la necessità di reinventarsi. È grazie a lei che ha avuto inizio la nostra avventura e che abbiamo deciso di investire nell’assistenza domiciliare, un mondo che allora, per noi, era davvero sconosciuto. Anch’io non mi trovavo benissimo nell’azienda in cui lavoravo, così dopo qualche giorno ho deciso di seguire mia moglie.”

 

Rimettersi in gioco e partire col piede giusto

“In realtà l’idea di lavorare nel ramo dell’assistenza mi aveva sempre attirato.” continua Orazio “ Inoltre avevo seguito dei corsi di comunicazione e vendita e avevo ottenuto un diploma triennale come counselor. In fondo, anche prima che Franca decidesse di rimettersi in gioco, dentro di me avevo già iniziato a sentire l’esigenza di  mettere a frutto le mie passioni. Paura? Bè, certo… all’inizio ne abbiamo avuta, come sempre quando inizi qualcosa di nuovo: la casa madre, però, ci ha seguiti molto assicurandoci il supporto che ci serviva. Noi, da parte nostra, ce l’abbiamo messa tutta… a partire dal coraggio di fare il salto. Nel mio caso, per esempio, lasciare il cosiddetto posto fisso può sembrare una scelta azzardata agli occhi di tutti: le mie domande me le sono fatte anch’io, ma alla fine ho capito che ne valeva la pena. Ci siamo buttati a capofitto e a distanza di tre anni devo dire che non abbiamo mai avuto ripensamenti.”

 

Il business dell’assistenza domiciliare: perché scegliere questo settore?

“Perché abbiamo scelto questo settore? Al netto dell’interesse per il ramo dell’assistenza, abbiamo fatto la nostra scelta in modo oculato: sulla base dei sondaggi e degli articoli che abbiamo letto – anche  guardandoci un po’ intorno – ci è stato chiaro fin da subito che questo è un settore in forte crescita, almeno in Italia. Il fatto che il numero degli anziani abbia un’enorme incidenza e che avrà un’incidenza sempre maggiore, ormai non è più un segreto per nessuno. Ovviamente il fatto che questo ramo presenti delle opportunità notevoli, non significa che le difficoltà non ci siano. Anzi…c’è da correre, come è logico che sia: questo lo abbiamo capito subito, all’inizio della nostra attività. Non eravamo – e non siamo – gli unici, devi sgomitare, c’è tanto da lavorare e bisogna sempre essere sul pezzo. Così come le difficoltà, però, ci sono anche i frutti.”

 

Come fare per differenziarsi dalla concorrenza?

“Il punto fondamentale, per differenziarsi dai competitors, è puntare sulla qualità. Quando il cliente ti contatta, per esempio, non devi pensare automaticamente al guadagno che potrai ottenere ma porti da un altro punto di vista, cercando di capire le reali esigenze di chi ti sta davanti. Bisogna imparare ad ASCOLTARE e far capire a chi ti sta di fronte che si può fidare di te. Devi inoltre sapere che prima ancora che essere un cliente, quella che hai davanti è nella maggior parte dei casi una persona nel panico. Renderti conto che un tuo familiare (magari tuo padre o tua madre) ha bisogno di aiuto, non è mai semplice da accettare.  Lavorare nell’assistenza domiciliare significa capire che a volte dovrai paradossalmente assistere più i familiari che gli anziani. A volte, poi, capisci che le reali esigenze dell’anziano non sono le stesse di cui si fa portavoce il familiare che ti ha contattato: molti di loro, infatti, tendono naturalmente a mettere in primo piano le loro ansie piuttosto che le necessità effettive dell’anziano. E’ per questo che è necessario recarsi personalmente a casa dell’assistito: cosa che noi facciamo e che non sono in molti a garantire, all’interno del nostro ramo.”

 

La storia di Orazio e Franca è solo un esempio. Ogni volta che mi confronto con qualcuno interessato a investire nel business dell’assistenza domiciliare scopro nuovi volti e nuove motivazioni… E tu? Qual è la tua storia? Se vuoi parlarne, scrivimi pure qui

2019-03-07T10:14:24+00:00

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